Caterina con la collaborazione di Ettore III Media

Sarà poco, ma certamente sicuro che la nostra scuola è veramente fantasiosa e piena di iniziative, e devo dire che la nostra insegnante d’italiano se ne inventa davvero di tutti i colori! Uno degli ultimi progetti organizzati con lei è stato: “Giornalista per un Giorno”, dove abbiamo approfondito la geografia e l’attualità.

Ogni studente doveva lavorare con un compagno e parlare di un evento accaduto recentemente. Uno dei due introduceva il fatto di cronaca e l’altro l’approfondimento.
Spesso gli argomenti sono stati scelti in base al proprio carattere e alle proprie origini. Per esempio, Alicia, che ha origini scozzesi, ha voluto parlare della Brexit perchè ci tiene al destino del suo paese, io, che sono abruzzese e amante delle montagne, ho voluto approfondire lo scioglimento del ghiacciaio del Monte Bianco, per saperne di più e capire se potrebbe accadere anche altrove.

Gli argomenti scelti erano molto diversi l’uno dall’ altro. Alcuni riguardavano proteste fatte per via di problemi che si devono risolvere, come per esempio: “Fridays for Future” e la lotta contro i cambiamenti climatici o “La Rivolta di Hong Kong” per ottenere la libertà. Altri riguardavano problemi socio-economici, come “L’ex Ilva” e altri ancora riguardavano problemi ambientali, come per esempio una discarica abusiva trovata sul fondo del lago d’Iseo.

Per conoscere bene l’argomento che dovevamo trattare senza essere superficiali, abbiamo dovuto documentarci in modi diversi: attraversando la televisione, leggendo giornali, articoli e approfondimenti e facendo ricerche su internet. Anche documentarsi è stato molto utile, perché abbiamo imparato a confrontare diversi modi per trovare informazioni e a spingerci oltre, senza accontentarci della prima opinione che troviamo.
Dopo aver ricercato a lungo e esserci preparati, abbiamo presentato in classe davanti agli altri compagni. Per esporre gli argomenti dovevamo seguire cinque punti: when, quando, where, dove, who, chi, what, cosa e why, perché, per aiutarci ad indirizzare il nostro discorso. Prima di iniziare eravamo tutti un pò nervosi ma poi, parlando, ci siamo sciolti e dato il nostro meglio. Presentare davanti a tutti è stato molto utile, perché ci ha aiutato ad essere più sicuri nel parlare davanti a un pubblico con tranquillità ma è stata una buona occasione anche per chi non presentava, perché ha potuto imparare nuovi argomenti, ascoltando, ponendo domande e prendendo note.

Penso che questo progetto sia stato utile non solo per imparare a parlare in pubblico e seguire l’attualità, ma soprattutto per farci aprire la mente verso il mondo reale, e lo scopo di questo progetto si è realizzato: siamo riusciti a “Stare sul pezzo”.

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