L’HMUN è una simulazione delle Nazioni Unite, che si svolge ogni anno a Boston presso l’università di Harvard. Ogni studente che vi partecipa, deve rappresentare una nazione e parlare di un problema assegnatogli, trovando delle soluzioni.

A scuola abbiamo la possibilità di partecipare a questa bellissima esperienza. È stato abbastanza complicato prepararmi. La mia classe rappresentava il Portogallo ed io e una mia compagna, Alicia, trattavamo la modifica del DNA. Già da quest’estate avevamo iniziato a lavorarci sopra e più si avvicinava il momento, più l’emozione cresceva.

Il giorno della partenza non riuscivo a crederci, avevo aspettato questo momento da troppo tempo e finalmente era arrivato. Siamo stati tre giorni a New York . Abbiamo visitato molti monumenti come il Memorial delle Torri Gemelle. Ferisce molto vedere tutti quei nomi scritti, tutte quelle persone che piangevano, tutti i filmati, è stato molto commovente. Siamo saliti anche sull’Empire State Building, da dove si poteva vedere tutta Manhattan illuminata e colma di grattacieli bellissimi. Questi tre giorni di “vacanza” e di riposo purtroppo sono passati velocemente, adesso ci aspettava il duro lavoro a Boston !

Il primo giorno eravamo tutti un pò tesi, non conoscevamo nessuno ed erano tutti molto più grandi di noi. Per noi era la prima volta, mentre c’erano ragazzi o ragazze, che avevano già partecipato, quindi molto più esperti e preparati. Il mio comitato era abbastanza grande, infatti mi vergognavo a parlare, però allo stesso tempo sapevo benissimo che non avrei avuto un’altra possibilità e che mi sarei pentita se non lo avessi fatto. Per fortuna ho trovato il coraggio di parlare e appena avevo finito mi sono sentita meglio come se avessi superato un obiettivo insuperabile. Sono molto soddisfatta perchè, essendo timida, penso che questa esperienza sia riuscita a sbloccare l’ansia che ho dentro prima di parlare in pubblico. Inoltre, ho fatto amicizia con gli altri ragazzi che stavano nel nostro gruppo, che sono stati molto gentili ad accoglierci subito ed a coinvolgerci nel lavoro. Purtroppo la nostra risoluzione non è passata, ma è stata comunque una bellissima esperienza.
Tornata in Italia, posso dire che questo viaggio mi ha aiutata ad aprirmi di più con gli altri, ad essere più sicura di me perchè, se mi impegno, posso riuscirci !
Zoe